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Val Genova e l’arrampicata sul ghiaccio

La Val Genova è una valle a lato della Val Rendena, le due valli si dividono all’altezza del paese di Carisolo, ad est nel territorio del Parco Naturale Adamello Brenta. E’ una valle molto stretta, in cui il sole difficilmente riesce a penetrare, e ciò ha fatto sì che proprio lì si siano formati i gruppi di ghiaccio dell’Adamello a sud e della Presanella a nord.

Partendo da Carisòlo la valle percorre zone boschive molto interessanti, soprattutto di conifere, per poi aprirsi in un anfiteatro fantastico dopo una ventina di chilometri, dominato dalle pareti rocciose e dai ghiacciai. Le nevi qui sono perenni, e tutto il territorio è ricchissimo di acqua che scorre, nella stagione estiva in furibondi torrenti e cascate che alimentano i rigogliosi boschi ed i prati dove potrete anche avvistare magnifici esemplari di fauna alpina, camosci, marmotte e caprioli.

L’abbondanza di acque e di torrenti, insieme alla particolare conformazione del territorio fa si che in molti punti della valle ci si trova davanti a delle splendide cascate d’acqua che, per colmo di fortuna, e grazie anche ad un deciso impegno degli abitanti dell’area non sono state ancora imbrigliate in dighe e centrali idroelettriche.

D’inverno, complice l’assoluta mancanza di sole le cascate diventano delle immense e spettacolari colate di ghiaccio vivo che svettano possenti ed anche un po’ spettrali dalla neve di fondovalle, alcuni di questi salti possono superare il centinaio di metri di lunghezza.

E’ questo il periodo più amato per chi è appassionato della difficilissima disciplina sportiva della scalata sul ghiaccio.

Adamello-visto-da-Nord-nordovest

E’ veramente impegnativo, assolutamente non adatto ai principianti perchè ci vuole tecnica ed esperienza. Si sale con l’uso di una corta picozza che pianta con forza nella crosta ghiacciata e si sale, aiutandosi con i ramponi, delle specie di “pattini” chiodati che si applicano sotto la suola degli scarponi. Ed il ghiaccio è uno degli elementi più infidi e traditori, può succedere infatti che d’improvviso un intera parete ceda sotto il peso dell’atleta, rischiando di trascinarlo per decine di metri a valle tra taglienti ed affilate lame di ghiaccio. Per questo motivo arrampicare sul ghiaccio è una disciplina riservata a chi veramente conosce. Tuttavia, anche senza cimentarsi nelle risalite con ramponi e picozza anche solo raggiungere tale area, ed ammirarla senza provare ad affrontarla è un esperienza indimenticabile. E’ sufficiente informarsi presso l’Azienda Provinciale del Turismo di Madonna di Campiglio per sapere quando e come è possibile risalire la Val Genova in escursione, accompagnati da una guida alpina esperta e disponibile.

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Snowboard a Madonna di Campiglio

Lo snowboard è una pratica di sport invernale relativamente recente. Nasce infatti intorno alla metà degli anni ’80 dopo anni di sperimentazioni su diversi modelli e prototipi di tavole uniche su cui “surfeggiare” sulla neve un po’ nello stile dei surfer sull’acqua.

Dai primi timidi raduni degli avanguardisti della disciplina lo snowboard si è evoluto velocemente diventando uno degli sport invernali più praticati e diffusi soprattutto fra i giovani. Nel 1998 lo snowboard sarà inserito come disciplina olimpica, durante le olimpiadi invernali di Nagano.
Snow + Snowboard

Negli anni ’90 questa disciplina non aveva ancora così tanti praticanti da far si che venisse dedicato agli snowboarder uno spazio apposito. Con la propria tavola dunque il surfer si metteva in coda alla seggiovia ed allo skylift per raggiungere la cima delle piste e lanciarsi giù, prediligendo naturalmente le piste che dessero la possibilità di sbizzarrirsi in salti ed acrobazie varie.

Negli anni ’90 il progressivo crescere dei surfer ha creato anche qualche attrito con le federazioni sciistiche internazionali, che da subito hanno interpretato questo sport più come una sorta di gioco e di passatempo che come vera e propria attività agonistica.

E sarà proprio la diffusa e crescente incompatibilità tra sciatori e surfers, la ricerca sempre più raffinata del salto acrobatico, dell’evoluzione sulla tavola a spingere le stazioni di sci più frequentate a costruire degli “snowboard park” appositi per la nuova tecnica. Nasceranno quindi le strutture che permetteranno non solo di sfrecciare giù per una discesa veloce, ma anche di volteggiare in aria, con capriole, salti, evoluzioni sempre più complesse ed acrobatiche.

Rail, salti, kickers, halfpipes, sono termini tecnici sconosciuti ai più ma amati dai praticanti di questo sport. A Madonna di Campiglio, una delle mete più frequentate dagli amanti degli sport invernali non poteva mancare un spazio apposito, dopo che già nel 2001 aveva ospitato i campionati mondiali FIS di snowboard. Nasce così l’Ursus Snow Park, una struttura che conta circa un chilometro di piste organizzate per dare la possibilità a tutti di praticare questo sport.

E anche vero che il mondo degli snowboarder differisce notevolmente da quello di altre discipline sportive, ci si raduna in crew, ove si condividono non solo la passione per il surf ma anche abbigliamento e musica, idee e passioni, un po’ come succede nelle metropoli per il mondo degli skater. Ed è opportuno anche sottolineare che più che le competizioni di velocità o di bravura nello slalom contano molto in questo sport la capacità di volteggiare nell’aria e di compiere incredibili acrobazie da fissare su un foto da mostrare con orgoglio agli altri membri della “crew” e d ai gruppi “rivali”. Provate a visitare i più famosi siti di photo sharing per farvene un’idea!

L’Azienda Provinciale del Turismo di Madonna di Campiglio può darvi informazioni in merito all’Ursus Snow Park ed agli eventi legati a questa particolare disciplina sportiva.

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Sissi a Madonna di Campiglio

Tra le personalità che hanno fatto famosa Madonna di Campiglio nel bel mondo una delle più celebri è senza dubbio la principessa Sissi che, insieme all’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe si recava in villeggiatura proprio a Campiglio dove trascorreva le giornate in compagnia delle sue dame e di parte della corte. Erano gli anni d’oro del regno degli Asburgo, una delle dinastie monastiche più importanti nella storia europea.

La principessa Sissi, il cui vero nome era Elisabetta di Baviera è una delle protagoniste della storia dei regnanti dell’impero austroungarico. Diventata sposa dell’imperatore Francesco Giuseppe con una splendida cerimonia a Vienna, sarà ben presto delusa da un matrimonio compresso nella rigidità delle regole ed usanze di corte, lei che aveva passato l’infanzia e la gioventù libera e felice tra gli svaghi e gli sport tipici delle corti dell’epoca, equitazione, scherma.

Ben presto la vita accanto all’imperatore si fa dura, e Sissi piano piano diventa sempre più malinconica ed insofferente. Sarà questo uno dei motivi per cui la giovane imperatrice comincerà a vagare in lungo ed in largo per l’Europa, alla ricerca di un po’ di svago e di pace. Diventerà ossessionata dalla propria bellezza, d’altronde riconosciuta da tutti, al punto da passare intere giornate solo per la cura del corpo e dei capelli. Erano sicuramente segnali di irrequietezza ed instabilità emotiva, tanto che la principessa, per mantenere intatta la linea rinuncerà sempre più spesso al cibo, di fatto diventando uno dei primi esempi, ed uno dei più famosi, della terribile anoressia, che oggi giorno insidia la vita di tante ragazze.

A Madonna di Campiglio la vita per l’imperatrice trascorreva tra le consuete attività sportive e soprattutto in lunghe, interminabili passeggiate, con cui la principessa tentava in un qualche modo di placare la sua irrequietezza e la montante malinconia, acuitasi ulteriormente dopo che suo figlio, erede al trono, sarà trovato morto suicida insieme alla sua amante a Mayerling.

L’inquietudine la porterà in seguito ad aumentare ancora di più i suoi viaggi finchè, a Ginevra, cadrà vittima di una pugnalata dell’anarchico italiano Luigi Luccheni, una stilettata dritta al cuore che porrà fine alla vita di una delle principesse più famose dell’Europa reale.

Sulla sua biografia, sulla sua vita tormentata sono stati girati diversi film e scritte centinaia di biografie.

A Madonna di Campiglio si celebra un “carnevale asburgico”, in cui gli sfarzi della corte austriaca vengono rivisitati con belle feste in costume e danze sfrenate al ritmo dei valzer viennesi.

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shopping a Madonna di Campiglio

A Madonna di Campiglio, Pinzolo e Val Rendena abbondano i negozi di abbigliamento, anche di alta moda, grazie al fatto che molti clienti delle piste degli alberghi e degli hotel sono decisamente facoltosi.

Non mancano i negozi di moda giovanile, e parecchie proposte per quanto riguarda le attrezzature sportive e l’abbigliamento da neve, di che soddisfare tutte le esigenze della clientela che non riesce, anche in vacanza sulla neve a rinunciare a procurarsi qualche indumento all’ultima moda, magari da sfoggiare in albergo all’ora dell’aperitivo o in discoteca la notte. Ci sono così tanti negozi e negozietti tra cui aggirarsi, al pomeriggio tardi dopo essersi riposati dalle “fatiche” dello sci e dello snowboard, che vi sembrerà di essere non in un paesino di alta montagna, ma in una qualche famosa e grande via dello shopping italiana, come via Montenapoleone a Milano o via Condotti a Roma. Non è un caso che a Madonna di Campiglio sono aperte boutiques di famose firme della moda italiana ed internazionale.
Madonna de Campiglio - Fevereiro 2008
Non mancano i prodotti dell’artigianato locale, soprattutto gli oggetti intagliati in legno, vera e propria tradizione dei pastori delle Alpi, che passavano il tempo nelle baite in alta montagna in compagnie degli animali ingannando la solitudine con la produzione di prodotti caseari e con l’intaglio del legno, creando talvolta vere e proprie opere artistiche che potrete trovare nei negozi. Un ‘altra attività dell’antica cultura valligiana e contadina era la lavorazione del ferro e del rame, che ancora oggi, sebbene sottratti alla loro necessità di prodotti realizzati per l’uso quotidiano, vengono tuttavia realizzati proprio per soddisfare la richiesta dei clienti. Non mancano le ceramiche e vari altri tipi di manufatti artistici ed artigianali.

Un pezzo forte è costituito dalla gastronomia, con la sua ricca scelta di salumi, tra cui spiccano i salumi, lo speck ed i salami insaporiti all’aglio, i formaggi, tra cui è d’obbligo citare una specialità locale, la spressa. Ed i dolci, torte, tante torte, di carota, di ricotta , la famosa e prelibata torta di fragoloti, cioccolata, gli immancabili e deliziosi strudel, le crostate generosamente farcite di frutti di bosco.

La gastronomia locale è molto interessante anche per i prodotti che vengono preparati, già pronti da gustare: polente condite con ragù di selvaggina, oppure con i funghi che abbondano nei boschi del Trentino, il goulasch, un piatto tipico della Mitteleuropa, arrivato nelle valli montane del triveneto grazie all’influenza degli austriaci e degli ungheresi.

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Sci alpinismo a Madonna di Campiglio

Chi di voi si è mai trovato ad indossare un paio di sci? Molti probabilmente. Ma quanti hanno indossato gli speciali sci con il tallone libero listati di strisce di pelle di foca con cui partire per lunghe passeggiate risalendo le montagne innevate nel silenzio della natura? Un po’ meno forse.

Eppure questa attività sportiva è forse una delle più affascinanti da provare ed imparare. Naturalmente bisogna già essere un po’ pratici di sci, non vi arrischiate ad avventurarvi nei boschi e nelle vallate, ricolme di neve fresca se non avete nessuna cognizione sulla tecnica sciistica.
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Ma una volta che provate resterete esterrefatti dalle emozioni che si possono provare. Si parte presto al mattino, quando la neve è ancora un po’ gelata, di modo che lo sci sprofondi di meno nella neve. Si applicano con nastri e cordini le pelli di foca (al giorno d’oggi per fortuna non sono più veramente prodotte con il manto del povero animale! Sono di materiale sintetico, ma anno la stessa efficacia…) sulla parte inferiore degli sci e… …Si parte! Scoprirete che la neve vi sostiene comodamente, che anche le salite ripide non vi faranno scivolare all’indietro ma continuerete la vostra marcia senza perdere metri preziosi. Ci va, chiaramente dell’allenamento, ma non chissà che, più o meno lo stesso che dovreste avere se decidete di avventurarvi in una lunga camminata o in un’escursione. Si lascia la base e ci si inoltra nei boschi, si attraversano pascoli innevati e vallate, si scalano le montagne fino a raggiungerne la vetta, oppure a toccare con mano le pendici dei ghiacciai e le nevi perenni.

Una volta arrivati a destinazione una bella pausa per riposarsi,e poi il momento più bello e tanto desiderato, la discesa! Si levano le pelli di foca da sotto gli sci e ci si lascia scivolare dolcemente verso valle, scegliendo lo stesso percorso della salita o un altro alternativo. La neve fresca si farà dolcemente fendere dalle lamine affilate degli sci, e voi vi sentirete come sulle nuvole, cullati dolcemente dal silenzio ed ammirati dalla bellezza della natura intorno a voi.

A Madonna di Campiglio troverete decine di percorsi ed escursioni, il più classico dei quali è quello che vi permette di arrivare fino a Cima Roma, attraverso la solitaria Val Gelada, tra boschi e prati coperti di nevi vergini. Una raccomandazione, informatevi bene prima di intraprendere un percorso, e fatevi accompagnare dalle guide alpine, sempre disponibili ed esperte.

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Piste Madonna di Campiglio

cda quelli alle prime armi che prudentemente e a gambe larghe scendono lentamente nelle piste più facili ai veri e propri campioni dello sci che sfrecciano velocissimi su piste ripide che li mettono a dura prova.


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Gli impianti sciistici a Madonna di Campiglio sono all’avanguardia per quanto riguarda le attrezzature, la capacità oraria di persone che possono risalire ogni ora, una media di 3000 circa tra tutti gli impianti, impianti efficienti e notevolmente rapidi nel condurre a destinazione gli appassionati.

Il tutto con un’innovazione tecnica che semplifica ulteriormente le procedure di accesso, lo skypass con lettura ottica a distanza che permette di sveltire la lettura ed evitare le code agli impianti.
Il territorio molto vasto della Val Rendena viene totalmente coperto dagli impianti di risalita, permettendo agli appassionati dello sci di indossare gli sci appena usciti dall’hotel dalla pensione o dal garnì dove sono ospiti, e subito salire su una funivia che li porta in alta quota. Dalla prima destinazione si può ulteriormente risalire con seggiovie e skylift. Si calcolano circa 60 chilometri di piste, di cui circa la metà sono facilmente accessibili a tutti gli sciatori, anghe quelli meno abili, mentre un venti percento è costituito da piste difficili.
Grazie ai collegamenti sci ai piedi con i comprensori di Folgarida e Marilleva la quantità di piste percorribili sfiora quota 120 chilometri in totale, permettendo ai turisti ed agli sciatori di avere a disposizione un ventaglio di scelta enorme, ed il tutto è facilitato acquistando un unico skypass, il Superskyrama, che permette di utilizzare tutti gli impianti sciistici dell’area.


Gli skypass possono essere giornalieri o mezza giornata, ed il prezzo cambia di pochi euro tra la bassa stagione e l’alta stagione. Per chi decide di utilizzare gli impianti di risalita per più giorni è previsto uno sconto che aumenta proporzionalmente il risparmio. E’ anche previsto uno skypass bistagionale, che comprende estate ed inverno successivi, ed alcune offerte promozionali: il Lady Day, giornata gratuita per le signore e le Settimane Freesky, speciali offerte in alcune settimane particolari, durante le quali il prezzo dello skypass è compreso nel prezzo della prenotazione alberghiera.

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le malghe a Campiglio

La malga era la tipica struttura di alta montagna destinata ad accogliere al suo interno quella che era forse l’attività economica principale nelle vallate alpine, l’allevamento del bestiame d il suo sfruttamento per la produzione di latte e formaggi.

La vita di malga era una vita dura, rigidamente scandita dai ritmi dell’allevamento e dalle esigenze del bestiame, condurre gli animali al pascolo, vigilare su di loro, farli rientrare alla sera e provvedere alla loro mungitura ed al ricovero.
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Il latte veniva poi lavorato sul posto per produrre il formaggio ed il burro, due alimenti di fondamentale importanza nell’alimentazione locale.

Non solo i bovini erano il patrimonio della zona, anche i maiali erano allevati, perchè fornivano all’economia rurale l’apporto calorico delle carni. In alta quota era molto importante conoscere le tecniche di conservazione dei cibi, ed è per questo motivo che ancora oggi diverse qualità di salumi e prosciutti sono prodotti nella zona, tra quelli più noti lo speck, con il suo forte e persistente aroma di affumicato che serviva per migliorarne la conservazione.

Non mancavano le capre, vere e proprie scalatrici dei pendii delle montagne dove si nutrivano di germogli e dei radi fili d’erba che fanno capolino tra i sassi.

E’ importante sottolineare che normalmente i “malgari” non erano i proprietari del bestiame, ma si limitavano ad accudirlo ed a sfruttarne i prodotti per conto dei padroni del bestiame che le affidavano loro per tutta la stagione estiva.

Le malghe erano costruite pietra su pietra, un lavoro duro e che richiedeva eccezionali capacità tecniche, il tetto era costituito da lunghe assi di legni o da un’intelaiatura di travi su cui si poggiavano le pietre. Oggi a Caderzone, uno dei comuni della Val Rendana, a pochi chilometri da Madonna di Campiglio è possibile visitare il Museo della Malga, in cui sono esposti gli oggetti del mestiere contadino, dagli sgabelli per la mungitura ai campanacci da appendere al collo delle bestie, dall’attrezzatura in legno per la lavorazione del latte e dei formaggi agli enormi paioli in rame che, posti direttamente sul fuoco di legna servivano per preparare zuppe e minestre per alimentare i pastori e per far cuocere il latte nella lavorazione casearia.

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la guerra mondiale a Madonna di Campiglio

La prima Guerra Mondiale scoppia nella primavera del 1914 e vede contrapposte le grandi potenze europee in una guerra lunga sanguinosa e logorante. L’Italia, nonostante fosse sulla carta alleata di Germania ed Austria entrerà in guerra contro di loro nel 1915. Le Alpi, soprattutto nella zona orientale, il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia saranno coinvolte dalla guerra in maniera decisiva.


ai bordi di una trincea

Non è più una guerra ottocentesca, combattuta su ampi fronti con attacchi di truppe e cavalleria, ben presto infatti si trasforma in guerra di trincea, lunghe fortificazioni e profondi fossati si attestano sui due fronti e per mesi e mesi le battaglie infuriano per conquistare pochi metri di terreno. L’area del Brenta e dell’Adamello sarà coinvolta a diversi livelli: da un lato lì si ambienteranno gli scenari di guerra, le fortificazioni, le trincee, le postazioni delle batterie di cannoni, e lì gli abitanti pagheranno un sanguinoso tributo di sangue e giovani vite spezzate. I paesini di alta montagna conosceranno il dramma della perdita totale o parziale della popolazione maschile giovane, partita per la guerra e mai più tornata. Questo influirà in maniera decisiva su un economia rurale già particolarmente povera, e gli anni successivi alla guerra vedranno i pochi giovani superstiti costretti ad emigrare per trovare lontano i mezzi per continuare a sostenere le famiglie. Uno degli esempi di questo movimento di popolazioni è il monumento che si trova all’ingresso di Pinzolo, dedicato agli arrotini che partiti dal paese girarono il mondo con il loro mestiere antico. A Madonna di Campiglio ogni anno vengono programmate rievocazioni storiche di quei terribili anni, attraverso mostre fotografiche, proiezioni di film e documentari, rappresentazioni teatrali che non solo illustrano quello che succedeva nei campi di battaglia ma anche in quale modo, e con quali drammatiche conseguenze i paesi dell’arco alpino orientale vivevano.

Un interessante documentazione iconografica, fatta di fotografie e di filmati riguarda i ritrovamenti di baracche e fortificazioni improvvisamente ritornati alla luce grazie al periodico ritiro del manto nevoso dei ghiacciai, conservate intatte come allora dopo esser state sepolte per un secolo sotto la neve.

A Madonna di Campiglio diverse agenzie turistiche e guide alpine vi potranno condurre attraverso boschi e vallate ad osservare i resti e le testimonianze di quel periodo drammatico della storia europea.

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Fauna alpina a Madonna di Campiglio

Il Parco Naturale Adamello Brenta deve la sua origine alla volontà di conservare intatto il territorio alpino dalle incursioni della cementificazione e dell’asfalto, preservando così intatto un ecosistema molto interessante ed affascinante di flora e fauna alpina.

L’Italia per fortuna ha conosciuto in questi ultimi decenni un crescente interesse per la protezione del suo patrimonio faunistico e boschivo, e molte sono state le iniziative per riuscire a proteggere e conservare importanti pezzi di territorio. Oasi e parchi naturali sono tra i luoghi più frequentati e visitati dai turisti, siano essi italiani e stranieri. Se nell’arco alpino troviamo tanti parchi ed oasi protette tuttavia tali luoghi sono presenti un po’ ovunque, in Puglia e nel Salento così come in Calabria ed in Sicilia, in Toscana e nelle Marche.

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Per quanto riguarda l’arco alpino la fauna che vi si può trovare ed ammirare, nel corso delle lunghe passeggiate nei boschi è molto varia: il cervo, uno dei più nobili abitanti del bosco, maestoso con le sue magnifiche corna, anticamente amante dei pascoli più a valle che si è spinto sempre più in alto, disturbato dalla massiccia ed invadente presenza dell’uomo. Il camoscio, anch’esso dotato di corna, meno maestose di quelle del cervo ma singolari per il loro aspetto uncinato, che d’inverno si copre di un manto nero, che lo rende facilmente avvistabile quando svetta tra le nevi e le rocce ghiacciate. La marmotta, grazioso roditore, lontano perente dello scoiattolo che al contrario di quest’ultimo vive in tane e gallerie al di sopra dei 1500 metri di altitudine. E’ un animale sociale, sempre in branco, e nelle vostre passeggiate di alta quota non vi sarà difficile avvistarlo, soprattutto quello che, nel branco ha la finzione di vedetta e scruta il territorio per proteggere i suoi simili dall’attacco dei predatori. Nel caso ne avvisterà qualcuno darà l’allarme con un caratteristico fischio. L’orso bruno, purtroppo oggi quasi del tutto scomparso dalle Alpi che in origine popolava, oggi alcuni esemplari in cattività sono visibili nell’area faunistica di Sporamaggiore, sempre nel Parco Adamello Brenta, costituito apposta con lo scopo di conservare e proteggere questo raro animale e nello stesso tempo informare i visitatori sulle sue caratteristiche.

Non mancano lepri, volpi e scoiattoli naturalmente.

Golden Eagle (Aquila chrysaetos)

Anche i cieli sono ricchi di specie di uccelli molto interessanti, la maestosa aquila reale, il re degli uccelli, la cui apertura alare può sperare il metro, capace di volare a centinaia di metri d’altezza e di piombare in pochi attimi sulla sua preda, un simbolo, già nell’antichità di forza, eleganza e potenza. Il gallo cedrone, o urogallo, appartenente alla famiglia dei faraoni, con la sua ruota ed il suo spettacolare comportamento nella stagione degli amori, e poi, pernici, francolini e corvi imperiali.

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in slitta con i cani a Madonna di Campiglio

A Madonna di Campiglio, scorrendo tra le pagine Internet ed i depliants informativi che offrono pacchetti vacanze, alberghi e residence in alta quota, piste di sci e funivie, appartamenti a Campiglio e nei paesini circostanti, immersi nel verde della Val Rendena, potete anche trovare un elenco di attività e di cose da fare veramente corposo e variegato.

Tra queste lo “sledgedogs”. Chi fosse stato adolescente negli anni ’70 si ricorderà ancora dei film che avevano fatto furore all’epoca, quelli per intenderci con protagonisti dei magnifici cani lupo che si trovavano al centro di mille avventure: “Zanna Bianca”, “Il Richiamo della Foresta”.

Before the Storm

Erano film ambientati in paesaggi simili a quelli delle nostre valli alpine, sebbene si trattasse dell’Alaska: grandi distese di neve, boschi di conifere, piste ghiacciate e laghetti sepolti sotto metri di neve in cui il cane protagonista, ed il suo fido padrone si avventuravano. Cercatori d’oro, avventurieri, commercianti e cacciatori, la cosa che avevano in comune era la scelta del mezzo con cui si spostavano velocemente ed agevolmente tra le nevi: la slitta.

E le slitte erano trainate dalla cosiddetta “muta” di cani. Bei cani, lupi addomesticati, husky, labrador che senza protestare accettavano di farsi imbragare dalle cinghie di cuoio tirando la slitta per interminabili traversate. Jack London, il famoso scrittore americano vissuto agli inizi del ventesimo secolo ha scritto pagine indimenticabili con questo soggetto, e del resto anche le sceneggiature dei film suddetti sono tratte da suoi libri.

A Madonna di Campiglio avrete l’occasione di rivivere questa esperienza suggestiva, escursioni nella neve in slitta trainati dall’animale che da secoli è il più fedele amico dell’uomo. Le escursioni sono organizzate nella piana di Nambino, sempre all’interno del Parco Naturale Adamello Brenta, e sono previste, in alta stagione, tutti i giorni. Non solo è possibile partire in escursione, ma si può anche frequentare brevi corsi, al massimo due settimane, per imparare a condurre una slitta trainata da cani. Sono previsti anche corsi e giornate di approfondimento per scolaresche e comitive.

Non manca anche la versione estiva della stessa attività: si tratta di escursioni organizzate tra boschi e pascoli, su sentieri attrezzati, a bordo di “ciclo-dog” o “kart”, due diversi mezzi sempre trainati dai cani, si chiama “Dog-Trekking”. Un occasione in più per chi ama gli animali di essere loro vicino e condividerne la fatica e lo spirito di avventura.

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