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Archive for the Category »Madonna di Campiglio «

Escursioni 2010 a Campiglio: la via velle Bocchette

Madonna di Campiglio deve la sua fama alle magnifiche montagne che la sovrastano, e che dallo scorso secolo sono state meta di tanti appassionati, anche principi e regine, che amavano particolarmente la bellezza dei luoghi, il silenzio dei boschi, le lunghe camminate tra le verdi vallate.

Già negli anni ’30 le guide alpine avevano cominciato a munire alcuni tratti tra le montagne di pioli, funi e scalette che con il tempo le successive generazioni di alpinisti hanno completato. In tal modo si è costituito un sistema di sentieri attrezzati di particolare fascino che permette di poter traversare, se dotati di un minimo di esperienza, il cuore del gruppo alpino del Brenta, lungo affascinanti panorami e paesaggi da mozzare il fiato.

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Un pacchetto predisposto per fare la camminata accompagnati dalle guide alpine è preparato già confezionato dalla Scuola di Alpinismo e sci alpinismo di Madonna di Campiglio. Si tratta di un’escursione chiamata “Il giro delle Bocchette” da farsi opportunamente attrezzati, che dura tre giorni, con due pernottamenti previsti in rifugio.

Si parte da Madonna di Campiglio e raggiunta l’alta quota ci si incamminerà lungo splendidi sentieri alpini, concedendosi alla sera una bella cena al Rifugio Pedrotti Tosa.

Nel pomeriggio della seconda giornata si avrà inoltre la possibilità di assistere ad un breve corso per apprendere e sperimentare i rudimenti dell’arrampicata. Dopo il secondo pernottamento al Rifugio Alimonta e dopo aver toccato nella mattinata seguente altri tre rifugi d’alta quota si rientrerà alla base, stanchi ma emozionati da tanta bellezza.

Per informazioni rivolgersi all’Ufficio Guide di Madonna di Campiglio.

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Escursioni 2009 a Madonna di Campiglio: sulle orme dei primi alpinisti

Cosa c’è di meglio, se vi recate in vacanza a Madonna di Campiglio di partecipare ad uno dei tanti pacchetti di soggiorno che le guide alpine della ridente località alpina hanno organizzato per turisti e visitatori durante l’estate del 2009 a Madonna di Campiglio? Anche se siete escursionisti poco esperti avrete tutte le opportunità di trovare una escursione di due o tre giorni, che comprende anche un paio di piacevoli cene in alta quota con i piatti tipici della cucina locale, e nello stesso tempo essere condotti da gente esperta di montagna attraverso valli e sentieri, per conoscere da vicino tutti i segreti dello splendido paesaggio alpino che si affaccia all’ombra delle cime del gruppo Adamello Brenta.

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Uno di questi pacchetti a disposizione, facile anche per chi è alle prime armi con la montagna è “Sulle Orme dei Primi Alpinisti”, che comprende 2 giorni in rifugio con trattamento a mezza pensione ed una serie di gite e passeggiate che soddisfano certamente anche le esigenze dei più appassionati amanti della montagna. Un avvertimento importante anche se può sembrare scontato: in alta quota è necessario essere ben equipaggiati per far fronte ad ogni evenienza, portatevi quindi zaino, scarponi, guanti, berretto, giacca a vento, occhiali da sole, e crema per il sole.

Tra rifugi alpini, sentieri d’alta quota, magnifiche vallate da cui ammirare le cime rocciose ed i ghiacciai risplendenti sotto il sole le giornate trascorreranno con incredibile rapidità, e vi ritroverete al termine della terza giornata al punto di partenza soddisfatti ed entusiasti della splendida vacanza.

Le informazioni si possono reperire presso l’Ufficio Guide di Madonna di Campiglio.

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Escursioni a Campiglio 2009: fantastici panorami del Brenta

Fantastici Panorami del Brenta” è una delle attività che si possono trovare in offerta la prossima estate 2009 a Madonna di Campiglio. E’ un pacchetto tutto compreso veramente adatto a tutti gli escursionisti, anche quelli alle prime armi con la montagna. Un’occasione d’oro per conoscere da vicino le stupende bellezze della montagna trentina e del gruppo alpino dell’Adamello Brenta, trascorrendo diverse giornate a percorrere sentieri alpini immersi tra i boschi, percorsi che si snodano tra la nuda roccia delle montagne e piacevoli serate in rifugio, per riposarsi della fatica della giornata e rifocillarsi con una splendida cena con piatti tipici della cucina tradizionale trentina.

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Per avere informazioni sul pacchetto vacanza che si snoda lungo cinque giornate bisogna rivolgersi all’Ufficio Guide di Madonna di Campiglio, con un certo margine di anticipo, essendo la gita programmata per un minimo di 4 partecipanti.

Durante le cinque giornate, immersi nella splendida natura incontaminata e tra i paesaggi alpini si avrà l’opportunità di visitare i più famosi ed interessanti rifugi alpini d’alta quota: Rifugio Brentei, Rifugio Casinei, Rifugio Alimonta, Rifugio Pedrotti Rosa, ed ancora altri, il Tosa il Tuckett, il Gaffner, in alcuni dei quali si trascorrerà la notte per ripartire il mattino seguente. Tra i paesaggi che sarà possibile visitare la Sella di Tosa, il Passo del Grostè, Val delle Giare e Bocca dei Tre Sassi, la splendida Val Gelada con le sue cascate di ghiaccio, il magnifico sentiero “Osvaldo Orsi” e molte altre località ancora. Al sesto giorno si fa rientro a Madonna di Campiglio, pronti per raccontare agli amici della vostra magnifica avventura tra i monti.

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Canoe e kayak 2009 a Madonna di Campiglio

Canoa e Kayak sono attività molto interessanti nelle quali potrete cimentarvi raggiungendo Madonna di Campiglio nell’estate 2009.

Il paesaggio alpino è caratterizzato dalla presenza di torrenti, corsi d’acqua, laghi e laghetti che trasportano verso valle le acque cristalline che per tutta la primavera e l’estate il caldo sole scioglie dai ghiacciai perenni delle alte cime trentine. In alcune vallate, particolarmente ombrose, le cascate in inverno si trasformano in splendide e spettacolari pareti di ghiaccio vivo, e sono moltissimi i turisti e gli appassionati che si inoltrano tra boschi e prati per poterle ammirare da vicino.

Ma una delle esperienze più emozionanti è per l’appunto fare un escursione in canoa lungo i tanti laghi, naturali ed artificiali, che pullulano in queste vallate, il lago di Molveno, il lago Di Santa Giustina per esempio, per citare solo quelli più famosi e frequentati.

La canoa è uno sport assolutamente adatto a tutti ed a tutte le età, faticoso il giusto per tenersi in forma, leggero e silenzioso, è un’attività fisica appassionante per che vuole sentirsi a stretto contatto con la natura, viverla fino in fondo ed esplorarla fine nei più segreti recessi, altrimenti irraggiungibili. Da Madonna di Campiglio si possono raggiungere comodamente le diverse vallate confinanti dove trascorrere la giornata a pagaiare nel bellissimo e tranquillo letto d’acqua dei laghi.

Tra le mete più affascinanti sicuramente una escursione nelle gole del Rio Novella, sul Lago di Santa Giustina, oppure, sul Lago Molveno, alla foce del Rio Massò, dove si possono noleggiare canoe kayak, barche a remi e persino i pedalò, per trascorrere una magnifica giornata ad ammirare prati boschi e le austere cime delle montagne.

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Sissi a Madonna di Campiglio

Tra le personalità che hanno fatto famosa Madonna di Campiglio nel bel mondo una delle più celebri è senza dubbio la principessa Sissi che, insieme all’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe si recava in villeggiatura proprio a Campiglio dove trascorreva le giornate in compagnia delle sue dame e di parte della corte. Erano gli anni d’oro del regno degli Asburgo, una delle dinastie monastiche più importanti nella storia europea.

La principessa Sissi, il cui vero nome era Elisabetta di Baviera è una delle protagoniste della storia dei regnanti dell’impero austroungarico. Diventata sposa dell’imperatore Francesco Giuseppe con una splendida cerimonia a Vienna, sarà ben presto delusa da un matrimonio compresso nella rigidità delle regole ed usanze di corte, lei che aveva passato l’infanzia e la gioventù libera e felice tra gli svaghi e gli sport tipici delle corti dell’epoca, equitazione, scherma.

Ben presto la vita accanto all’imperatore si fa dura, e Sissi piano piano diventa sempre più malinconica ed insofferente. Sarà questo uno dei motivi per cui la giovane imperatrice comincerà a vagare in lungo ed in largo per l’Europa, alla ricerca di un po’ di svago e di pace. Diventerà ossessionata dalla propria bellezza, d’altronde riconosciuta da tutti, al punto da passare intere giornate solo per la cura del corpo e dei capelli. Erano sicuramente segnali di irrequietezza ed instabilità emotiva, tanto che la principessa, per mantenere intatta la linea rinuncerà sempre più spesso al cibo, di fatto diventando uno dei primi esempi, ed uno dei più famosi, della terribile anoressia, che oggi giorno insidia la vita di tante ragazze.

A Madonna di Campiglio la vita per l’imperatrice trascorreva tra le consuete attività sportive e soprattutto in lunghe, interminabili passeggiate, con cui la principessa tentava in un qualche modo di placare la sua irrequietezza e la montante malinconia, acuitasi ulteriormente dopo che suo figlio, erede al trono, sarà trovato morto suicida insieme alla sua amante a Mayerling.

L’inquietudine la porterà in seguito ad aumentare ancora di più i suoi viaggi finchè, a Ginevra, cadrà vittima di una pugnalata dell’anarchico italiano Luigi Luccheni, una stilettata dritta al cuore che porrà fine alla vita di una delle principesse più famose dell’Europa reale.

Sulla sua biografia, sulla sua vita tormentata sono stati girati diversi film e scritte centinaia di biografie.

A Madonna di Campiglio si celebra un “carnevale asburgico”, in cui gli sfarzi della corte austriaca vengono rivisitati con belle feste in costume e danze sfrenate al ritmo dei valzer viennesi.

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Piste Madonna di Campiglio

cda quelli alle prime armi che prudentemente e a gambe larghe scendono lentamente nelle piste più facili ai veri e propri campioni dello sci che sfrecciano velocissimi su piste ripide che li mettono a dura prova.


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Gli impianti sciistici a Madonna di Campiglio sono all’avanguardia per quanto riguarda le attrezzature, la capacità oraria di persone che possono risalire ogni ora, una media di 3000 circa tra tutti gli impianti, impianti efficienti e notevolmente rapidi nel condurre a destinazione gli appassionati.

Il tutto con un’innovazione tecnica che semplifica ulteriormente le procedure di accesso, lo skypass con lettura ottica a distanza che permette di sveltire la lettura ed evitare le code agli impianti.
Il territorio molto vasto della Val Rendena viene totalmente coperto dagli impianti di risalita, permettendo agli appassionati dello sci di indossare gli sci appena usciti dall’hotel dalla pensione o dal garnì dove sono ospiti, e subito salire su una funivia che li porta in alta quota. Dalla prima destinazione si può ulteriormente risalire con seggiovie e skylift. Si calcolano circa 60 chilometri di piste, di cui circa la metà sono facilmente accessibili a tutti gli sciatori, anghe quelli meno abili, mentre un venti percento è costituito da piste difficili.
Grazie ai collegamenti sci ai piedi con i comprensori di Folgarida e Marilleva la quantità di piste percorribili sfiora quota 120 chilometri in totale, permettendo ai turisti ed agli sciatori di avere a disposizione un ventaglio di scelta enorme, ed il tutto è facilitato acquistando un unico skypass, il Superskyrama, che permette di utilizzare tutti gli impianti sciistici dell’area.


Gli skypass possono essere giornalieri o mezza giornata, ed il prezzo cambia di pochi euro tra la bassa stagione e l’alta stagione. Per chi decide di utilizzare gli impianti di risalita per più giorni è previsto uno sconto che aumenta proporzionalmente il risparmio. E’ anche previsto uno skypass bistagionale, che comprende estate ed inverno successivi, ed alcune offerte promozionali: il Lady Day, giornata gratuita per le signore e le Settimane Freesky, speciali offerte in alcune settimane particolari, durante le quali il prezzo dello skypass è compreso nel prezzo della prenotazione alberghiera.

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le malghe a Campiglio

La malga era la tipica struttura di alta montagna destinata ad accogliere al suo interno quella che era forse l’attività economica principale nelle vallate alpine, l’allevamento del bestiame d il suo sfruttamento per la produzione di latte e formaggi.

La vita di malga era una vita dura, rigidamente scandita dai ritmi dell’allevamento e dalle esigenze del bestiame, condurre gli animali al pascolo, vigilare su di loro, farli rientrare alla sera e provvedere alla loro mungitura ed al ricovero.
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Il latte veniva poi lavorato sul posto per produrre il formaggio ed il burro, due alimenti di fondamentale importanza nell’alimentazione locale.

Non solo i bovini erano il patrimonio della zona, anche i maiali erano allevati, perchè fornivano all’economia rurale l’apporto calorico delle carni. In alta quota era molto importante conoscere le tecniche di conservazione dei cibi, ed è per questo motivo che ancora oggi diverse qualità di salumi e prosciutti sono prodotti nella zona, tra quelli più noti lo speck, con il suo forte e persistente aroma di affumicato che serviva per migliorarne la conservazione.

Non mancavano le capre, vere e proprie scalatrici dei pendii delle montagne dove si nutrivano di germogli e dei radi fili d’erba che fanno capolino tra i sassi.

E’ importante sottolineare che normalmente i “malgari” non erano i proprietari del bestiame, ma si limitavano ad accudirlo ed a sfruttarne i prodotti per conto dei padroni del bestiame che le affidavano loro per tutta la stagione estiva.

Le malghe erano costruite pietra su pietra, un lavoro duro e che richiedeva eccezionali capacità tecniche, il tetto era costituito da lunghe assi di legni o da un’intelaiatura di travi su cui si poggiavano le pietre. Oggi a Caderzone, uno dei comuni della Val Rendana, a pochi chilometri da Madonna di Campiglio è possibile visitare il Museo della Malga, in cui sono esposti gli oggetti del mestiere contadino, dagli sgabelli per la mungitura ai campanacci da appendere al collo delle bestie, dall’attrezzatura in legno per la lavorazione del latte e dei formaggi agli enormi paioli in rame che, posti direttamente sul fuoco di legna servivano per preparare zuppe e minestre per alimentare i pastori e per far cuocere il latte nella lavorazione casearia.

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la guerra mondiale a Madonna di Campiglio

La prima Guerra Mondiale scoppia nella primavera del 1914 e vede contrapposte le grandi potenze europee in una guerra lunga sanguinosa e logorante. L’Italia, nonostante fosse sulla carta alleata di Germania ed Austria entrerà in guerra contro di loro nel 1915. Le Alpi, soprattutto nella zona orientale, il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia saranno coinvolte dalla guerra in maniera decisiva.


ai bordi di una trincea

Non è più una guerra ottocentesca, combattuta su ampi fronti con attacchi di truppe e cavalleria, ben presto infatti si trasforma in guerra di trincea, lunghe fortificazioni e profondi fossati si attestano sui due fronti e per mesi e mesi le battaglie infuriano per conquistare pochi metri di terreno. L’area del Brenta e dell’Adamello sarà coinvolta a diversi livelli: da un lato lì si ambienteranno gli scenari di guerra, le fortificazioni, le trincee, le postazioni delle batterie di cannoni, e lì gli abitanti pagheranno un sanguinoso tributo di sangue e giovani vite spezzate. I paesini di alta montagna conosceranno il dramma della perdita totale o parziale della popolazione maschile giovane, partita per la guerra e mai più tornata. Questo influirà in maniera decisiva su un economia rurale già particolarmente povera, e gli anni successivi alla guerra vedranno i pochi giovani superstiti costretti ad emigrare per trovare lontano i mezzi per continuare a sostenere le famiglie. Uno degli esempi di questo movimento di popolazioni è il monumento che si trova all’ingresso di Pinzolo, dedicato agli arrotini che partiti dal paese girarono il mondo con il loro mestiere antico. A Madonna di Campiglio ogni anno vengono programmate rievocazioni storiche di quei terribili anni, attraverso mostre fotografiche, proiezioni di film e documentari, rappresentazioni teatrali che non solo illustrano quello che succedeva nei campi di battaglia ma anche in quale modo, e con quali drammatiche conseguenze i paesi dell’arco alpino orientale vivevano.

Un interessante documentazione iconografica, fatta di fotografie e di filmati riguarda i ritrovamenti di baracche e fortificazioni improvvisamente ritornati alla luce grazie al periodico ritiro del manto nevoso dei ghiacciai, conservate intatte come allora dopo esser state sepolte per un secolo sotto la neve.

A Madonna di Campiglio diverse agenzie turistiche e guide alpine vi potranno condurre attraverso boschi e vallate ad osservare i resti e le testimonianze di quel periodo drammatico della storia europea.

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Fauna alpina a Madonna di Campiglio

Il Parco Naturale Adamello Brenta deve la sua origine alla volontà di conservare intatto il territorio alpino dalle incursioni della cementificazione e dell’asfalto, preservando così intatto un ecosistema molto interessante ed affascinante di flora e fauna alpina.

L’Italia per fortuna ha conosciuto in questi ultimi decenni un crescente interesse per la protezione del suo patrimonio faunistico e boschivo, e molte sono state le iniziative per riuscire a proteggere e conservare importanti pezzi di territorio. Oasi e parchi naturali sono tra i luoghi più frequentati e visitati dai turisti, siano essi italiani e stranieri. Se nell’arco alpino troviamo tanti parchi ed oasi protette tuttavia tali luoghi sono presenti un po’ ovunque, in Puglia e nel Salento così come in Calabria ed in Sicilia, in Toscana e nelle Marche.

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Per quanto riguarda l’arco alpino la fauna che vi si può trovare ed ammirare, nel corso delle lunghe passeggiate nei boschi è molto varia: il cervo, uno dei più nobili abitanti del bosco, maestoso con le sue magnifiche corna, anticamente amante dei pascoli più a valle che si è spinto sempre più in alto, disturbato dalla massiccia ed invadente presenza dell’uomo. Il camoscio, anch’esso dotato di corna, meno maestose di quelle del cervo ma singolari per il loro aspetto uncinato, che d’inverno si copre di un manto nero, che lo rende facilmente avvistabile quando svetta tra le nevi e le rocce ghiacciate. La marmotta, grazioso roditore, lontano perente dello scoiattolo che al contrario di quest’ultimo vive in tane e gallerie al di sopra dei 1500 metri di altitudine. E’ un animale sociale, sempre in branco, e nelle vostre passeggiate di alta quota non vi sarà difficile avvistarlo, soprattutto quello che, nel branco ha la finzione di vedetta e scruta il territorio per proteggere i suoi simili dall’attacco dei predatori. Nel caso ne avvisterà qualcuno darà l’allarme con un caratteristico fischio. L’orso bruno, purtroppo oggi quasi del tutto scomparso dalle Alpi che in origine popolava, oggi alcuni esemplari in cattività sono visibili nell’area faunistica di Sporamaggiore, sempre nel Parco Adamello Brenta, costituito apposta con lo scopo di conservare e proteggere questo raro animale e nello stesso tempo informare i visitatori sulle sue caratteristiche.

Non mancano lepri, volpi e scoiattoli naturalmente.

Golden Eagle (Aquila chrysaetos)

Anche i cieli sono ricchi di specie di uccelli molto interessanti, la maestosa aquila reale, il re degli uccelli, la cui apertura alare può sperare il metro, capace di volare a centinaia di metri d’altezza e di piombare in pochi attimi sulla sua preda, un simbolo, già nell’antichità di forza, eleganza e potenza. Il gallo cedrone, o urogallo, appartenente alla famiglia dei faraoni, con la sua ruota ed il suo spettacolare comportamento nella stagione degli amori, e poi, pernici, francolini e corvi imperiali.

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in slitta con i cani a Madonna di Campiglio

A Madonna di Campiglio, scorrendo tra le pagine Internet ed i depliants informativi che offrono pacchetti vacanze, alberghi e residence in alta quota, piste di sci e funivie, appartamenti a Campiglio e nei paesini circostanti, immersi nel verde della Val Rendena, potete anche trovare un elenco di attività e di cose da fare veramente corposo e variegato.

Tra queste lo “sledgedogs”. Chi fosse stato adolescente negli anni ’70 si ricorderà ancora dei film che avevano fatto furore all’epoca, quelli per intenderci con protagonisti dei magnifici cani lupo che si trovavano al centro di mille avventure: “Zanna Bianca”, “Il Richiamo della Foresta”.

Before the Storm

Erano film ambientati in paesaggi simili a quelli delle nostre valli alpine, sebbene si trattasse dell’Alaska: grandi distese di neve, boschi di conifere, piste ghiacciate e laghetti sepolti sotto metri di neve in cui il cane protagonista, ed il suo fido padrone si avventuravano. Cercatori d’oro, avventurieri, commercianti e cacciatori, la cosa che avevano in comune era la scelta del mezzo con cui si spostavano velocemente ed agevolmente tra le nevi: la slitta.

E le slitte erano trainate dalla cosiddetta “muta” di cani. Bei cani, lupi addomesticati, husky, labrador che senza protestare accettavano di farsi imbragare dalle cinghie di cuoio tirando la slitta per interminabili traversate. Jack London, il famoso scrittore americano vissuto agli inizi del ventesimo secolo ha scritto pagine indimenticabili con questo soggetto, e del resto anche le sceneggiature dei film suddetti sono tratte da suoi libri.

A Madonna di Campiglio avrete l’occasione di rivivere questa esperienza suggestiva, escursioni nella neve in slitta trainati dall’animale che da secoli è il più fedele amico dell’uomo. Le escursioni sono organizzate nella piana di Nambino, sempre all’interno del Parco Naturale Adamello Brenta, e sono previste, in alta stagione, tutti i giorni. Non solo è possibile partire in escursione, ma si può anche frequentare brevi corsi, al massimo due settimane, per imparare a condurre una slitta trainata da cani. Sono previsti anche corsi e giornate di approfondimento per scolaresche e comitive.

Non manca anche la versione estiva della stessa attività: si tratta di escursioni organizzate tra boschi e pascoli, su sentieri attrezzati, a bordo di “ciclo-dog” o “kart”, due diversi mezzi sempre trainati dai cani, si chiama “Dog-Trekking”. Un occasione in più per chi ama gli animali di essere loro vicino e condividerne la fatica e lo spirito di avventura.

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