Madonna di Campiglio è immersa nel Parco Naturale Adamello Brenta, uno dei parchi alpini più interessanti dal punto di vista naturalistico e più affascinante per i suoi panorami. L’intera area è sovrastata dalle magnifiche vette delle Dolomiti, tra cui la Cima Tosa, la Cima Brenta , il ghiacciaio dell’Adamello e quello della Presanella. Una delle attività che qui si svolgono e che ogni anno fanno accorrere centinaia, se non migliaia, di alpinisti è l’arrampicata.

E’ questa una disciplina sportiva, ed atletica, molto conosciuta nell’arco alpino, da sempre l’uomo ha avuto come meta il superamento di ostacoli ed il raggiungimento delle vette, famose, agli inizi del ’900 i tentativi di conquista delle cime più alte del mondo, in cui gli italiani peraltro erano protagonisti, grazie alla dimestichezza che da sempre hanno avuto con le alte vette presenti nell’arco alpino, il Monte Bianco, il Monte Rosa, il Gran Paradiso, tutte superiori a quota 4000.
Se l’alpinismo classico aveva come scopo ed obiettivo quello del raggiungimento della vetta, attraverso la scoperta della via praticabile per arrivare a toccare la punta, dalla metà degli anni ’70 a questo si è affiancata la disciplina, ancora più sportiva ed atletica dell’arrampicata libera. Se le scalate classiche si facevano solo in alta montagna, per l’arrampicata sportiva è necessaria semplicemente una parete, più o meno liscia a seconda delle difficoltà, che comunemente fa parte di una “falesia”, ovvero una fascia rocciosa su cui sperimentare le proprie doti di arrampicatore. Il territorio italiano dunque presenta la possibilità di arrampicare un po’ ovunque, dal Salento, alla Calabria, dalla Puglia alla Val d’Aosta, ovunque una grande gruppo roccioso ne dia la possibilità, spontaneamente si forma un gruppo di scalatori che su quella parete tracciano percorsi e vie di risalita, da tramandare alle generazioni successive di scalatori. In inglese il termine è free climbing, ed è in generale una tecnica che prevede l’uso di corde di sicurezza e moschettoni, solo ed esclusivamente per la sicurezza dell’atleta, che per raggiungere la meta deve fare esclusivo affidamento sui suoi muscoli e sulle sue capacità fisiche.
A Madonna di Campiglio, per l’arrampicata libera si segnala la falesia di Poza Vecia, una parete che si raggiunge passando da Campo Carlo Magno e prendendo poi un sentiero sulla sinistra dopo un bivio alla Malga Montagnoli. Una parete che presenta difficoltà notevoli ma che, a detta degli appassionati da anche molta soddisfazione.
Per l’arrampicata classica invece si segnalano diverse opportunità: Cima XII Apostoli, il Miglio Grigio, Lastone Orientale, Cima d’Agola, Punta Paolo, Punta Gianni, Torri d’Agola.
