I rifugi alpini nascono come luogo di riparo e di rifugio per coloro che in passato attraversavano le Alpi in lunghe camminate.
Viandanti, pellegrini, commercianti, contrabbandieri, contadini, tutti coloro che valicavano pascoli e passi di montagna avevano bisogno di queste strutture in cui ripararo per il sopraggiungere della notte o quando il clima ed il tempo improvvisamente rendevano impossibile la continuazione del percorso. In seguito, con lo sviluppo del turismo i rifugi alpini sono diventati mete o tappe intermedie per escursionisti ed alpini nelle loro passeggiate in quota.
In generale i rifugi sono classificati in base a diverse variabili, che dipendono dalla difficoltà di raggiungerlo, per esempio su strada carrozzabile o con percorso a piedi, oppure grazie a mezzi meccanici come le funivie, le seggiovie e gli skylift.
I rifugi costituiscono uno dei patrimoni più importanti dal punto di vista storico e culturale per le nostre montagne, perchè la loro storia è la storia della montagna come luogo di ospitalità, di bellezza e di rispetto per la natura.
Nel corso della loro storia, soprattutto nelle zone in cui più fortemente si è sviluppato il turismo di massa, da luoghi un po’ spartani di rifugio per gli escursionisti, che alle volte erano semplici bivacchi in cui passare la notte al riparo, i rifugi alpini si sono piano piano trasformati in vere e proprie strutture ricettive che offrono possibilità di pernottamento e di servizi pari a quelli di un piccolo albergo.
All’interno del Parco Naturale Adamello-Brenta la maggior parte dei rifugi sono gestiti e di proprietà della S.A.T. La Società degli Alpinisti Tridentini, un associazione che conta quasi 150 anni di storia, e che nel corso del tempo ha svolto un ruolo fondamentale non solo nel campo della promozione e valorizzazione del patrimonio alpino ma anche della sua protezione e conservazione, attraverso poliedriche attività, dalla produzione di libri e stampati alla costruzione di nuovi rifugi all’apertura di nuove vie alpine al ripristino dei sentieri di alta montagna.
Nonostante dunque la loro modernizzazione i rifugi alpini della zona dell’Adamello-Brenta sono riusciti a rispettare l’atmosfera originaria, pur sottoposti a sensibili processi di ammodernamento e ristrutturazione.
Alcune dei più noti e frequentati nell’area di Madonna di Campiglio, raggiungibili direttamente dal paese sono: il Rifugio Tuckett e Sella il primo, il Sella, più a monte costruito dagli italiani nel 1906, l’altro dagli alpinisti tedeschi alcuni anni più tardi; Il Rifugio Brentei, uno dei più famosi e nodo cruciale di diversi percorsi montani. Il Rifugio Alimonta. Da Pinzolo invece si raggiungono il Rifugio Dodici Apostoli con la tipica forma a cubo, costruito nel 1907-08, il Rifugio Graffer edificato nel 1947, il Rifugio Segantini del 1901, il Rifugio Mandron, ora completamente rinnovato e ricostruito sopra un più antico rifugio, il Rifugio Cornisello dove c’è un magnifico servizio di ristorazione in cui gustare specialità culinarie del Trentino ed il Rifugio Lobbia Alta.

