Un tempo, a Madonna di Campiglio come ovunque nei paesi di montagna, la gente che vi abitava era molto attiva ed indaffarata durante la breve stagione estiva, mentre con l’approssimarsi dell’autunno, dopo aver immagazzinato il necessario per passare l’inverno, le attività rallentavano fino a fermarsi quasi del tutto. Quasi perchè c’era sempre da dover uscire i casa, per un po’ di legna, per visitare altre famiglie, per un giro nei boschi alla ricerca di selvaggina ed altre risorse da trovare nascoste nella neve. Vestiti di tutto punto, lo zaino in spalla, e gli scarponi ai piedi si partiva, non senza aver indossato un utilissimo accessorio che avrebbe resa più leggera la camminata: le ciaspole.
Un intreccio di cinghie di cuoio su una struttura di legno le ciaspole aumentavano la superficie calpestata, diventando ottimi ausili in caso di una camminata in neve alta, per non sprofondare ad ogni passo e rendere quindi il percorso una fatica indescrivibile.
Oggi le ciaspole non si usano più, almeno non come attrezzi utili per la vita in montagna, soppiantate da altri strumenti e mezzi tecnologici molto più efficaci. Tuttavia le ciaspole hanno conosciuta un’improvvisa fama grazie ai molti appassionati che le hanno riscoperte per poter fare lunghe passeggiate sulla neve fresca, tra vallate innevate e ripidi pendii, per non perdersi, nemmeno nel più rigido inverno, il piacere di una camminata salutare a stretto contatto con la natura. Sulla scia di importanti manifestazioni chiamate “ciaspolate” anche a Madonna di Campiglio è stata approntata una pista/ percorso per consentire ai visitatori suggestive passeggiate tra i boshi, nel bianco silenzio della neve, tra paesaggi di incantevole bellezza. Il percorso parte dal Centro Fondo a Maglia Vaglianella e attraversa i boschi della Val Gelada, dove, i più fortunati, potranno ammirare tra le candide nevi diverse specie di animali selvatici
